Diciamo no alla speculazione dell'ospedale vecchio
Come da manuale il Consiglio superiore di stato ha contestato la decisione del TAR, che aveva bocciato la “riqualificazione” dell’Ospedale Vecchio, dando via libera al project financing che vedrà privatizzati i beni dell’ospedale vecchio. Questa struttura contiene al momento l’archivio di stato e comunale, la videoteca comunale e la biblioteca civica. Dopo l’operazione sarà sede di un albergo di lusso e di un centro commerciale. Quindi una struttura fra le più antiche della città verrà prestata ai privati per 20 anni circa in cambio dei soldi avuti per la ristrutturazione; di fatto nessun abitante o studente della città potrà mai più accedervi…
Dopo il voto le forze più servili nei confronti degli speculatori immobiliari gongolano e sperano di far passare il progetto in tutta tranquillità e sotto il silenzio dei cittadini (senza dimenticare il progetto di esternalizzazioni e privatizzazioni delle biblioteche comunali presentato dall’assessore Lasagna); anzi pongono l’affare come un miglioramento adducendo ad esempio al “problema” della biblioteca civica, sempre affollata e in cronica carenza di spazi e personale. E’ invece evidente la strumentalità di queste posizioni dal momento che nulla è stato fatto in questi anni in termini di investimenti per ampliare e ristrutturare l’edificio.
Siamo convinti che chi usufruisce dei servizi collegati all’ospedale Vecchio (lettori, docenti, ricercatori e studenti) e i lavoratori delle strutture siano contrari a queste grette speculazioni e crediamo anche che sia in loro potere fermare il progetto. A nulla sono serviti i ricorsi al TAR e ad altre strutture istituzionali e non ce ne stupiamo; solo la mobilitazione può fare vincere la battaglia per maggiori investimenti, la mobilitazione dei lavoratori e degli utenti della biblioteca, dell’archivio e della videoteca. Costruiamo un comitato di lotta che si occupi di informare, organizzare la protesta e condurre le trattative con il comune. Solo così non ci faremo fermare dai lacciuoli dei ricorsi e delle suppliche. Non siamo piagnoni, ma rivendichiamo l’uso oculato delle risorse comunali per ristrutturare, ampliare e potenziare i servizi. Non vogliamo sprechi di denaro che ci toglieranno i luoghi di studio e di cultura ma delle strutture adeguate al numero di utenti.
Organizziamoci per resistere alla speculazione!
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