Mar
21
2010
Adolfo
Incontro pubblico con i cittadini sui temi del lavoro e della crisi economica ed occupazionale nel nostro territorio.
Analisi e proposte per affrontare e superare le gravi difficoltà del momento.
Interventi di:
Andrea Lasagni – Docente di Economia politica – Univ. di Parma
Maura Giuffredi – Resp. CGIL – zona di Fidenza
Antonio Gasparelli – Resp. Filcams/CGIL – Salsomaggiore Terme
Fidenza – Sala Ex-macello Giovedì 25 marzo - ore 21.00
Organizzano: Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Città Aperta
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Jan
15
2010
Federico
Il Partito della Rifondazione Comunista esprime il proprio sentimento di cordoglio e solidarietà per le famiglie dei due lavoratori fidentini, vittime dell’ennesimo omicidio di Stato.
Di questo si tratta, è ipocrita nasconderlo. Ancora morti bianche, ancora tragedie che sono il risultato di inadeguate condizioni di lavoro e del non rispetto delle norme sulla sicurezza.
Competizione, mancanza di formazione professionale, sfruttamento intensivo, precarizzazione, flessibilità e lavoro nero hanno fatto sì che ciò che dovrebbe essere prioritario in Italia, e cioè la sicurezza nei luoghi di lavoro, venga messo nel dimenticatoio. E così la strage continua.
Ma questo governo, nonostante le morti quotidiane, vuole mettere mano ancora una volta alle condizioni di sicurezza sul lavoro , rendendole, indirettamente, ancora più precarie attraverso la detassazione dello straordinario, e sta andando avanti nel tentativo di eliminazione del contratto nazionale, ricominciando ad attaccare lo Statuto dei lavoratori, con il silenzio pilatesco, se non l’assenso, del Partito Democratico e dell’ IDV.
E’ necessario dunque capire che non siamo di fronte a tragiche fatalità, ma a tragedie frutto delle politiche portate avanti contro il mondo del lavoro. Non possiamo e non dobbiamo “abituarci” alle morti ed agli incidenti, come se fossero dolorosi avvenimenti ineluttabili. Né possiamo affrontare la questione in maniera episodica, magari sull’onda dell’emozione causata da un lavoro svolto per vivere che invece porta a morire.
PRC - Parma
PRC - Fidenza
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Jan
13
2010
Adolfo
Sabato 16 gennaio dalle 9 alle 18 il Partito ha organizzato un presidio in Via Mazzini per promuovere due campagne: “Arancia Metalmeccanica” e “Il Lavoro Mobilita”.
Arancia Metalmeccanica è una campagna di solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori Eutelia che non ricevono lo stipendio dal mese di luglio.
Per sostenere la determinazione mostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori nella loro lotta, Rifondazione Comunista anche nelle diverse città dell’Emilia Romagna in cui sono presenti sedi dell’Eutelia o del gruppo Omega (Bologna, Casalecchio, Ferrara, Parma, Piacenza, Cesena), lancia la campagna Arancia Metalmeccanica. Il ricavato della vendita di arance va a sostenere la lotta dei lavoratori. Nelle prossime settimane, vogliamo estendere questa iniziativa anche ad altre vertenze. Per dare un aiuto concreto alle lotte e aiutare i lavoratori a resistere.

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Mar
12
2009
Federico
Cassa integrazione, licenziamenti, chiusure… La crisi morde pure a Parma
E intanto Governo, Confindustria, Cisl e Uil firmano l’accordo che taglia i salari!
I lavoratori di Parma si confrontano sulla situazione nelle proprie aziende e su come respingere l’attacco.
Venerdì 13 Marzo ore 20.30
Sala Jolanda Musci,
sede prov. di Rifondazione Comunista
Via Solari, 15 Parma
Partecipano:
Laura Bergamini (RSU RDB Comune di Parma), Ugo Bertinelli (RSU FIOM-CGIL Sma Serbatoi), Francesca Brusca (delegata RDB Proges Coop. Soc.), Claudio Cavalcanti (RSU FIOM-CGIL Casappa), Fabio Formato (RSU FIOM-CGIL Trancerie Emiliane), Filippo Gaudio (RSU ALCA-CUB Bormioli Luigi), Ermanno Salati (RSU SLC-CGIL Telecom Italia), Massimo Salsi (RSU RDB Azienda Ospedaliera di Parma), delegati delle aziende Camst, Comet, Coop, Esselunga.
Conclude:
Alessandro Giardiello, Prc - responsabile nazionale Partito sui luoghi di lavoro
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Jan
15
2009
Federico
Alcuni dati forniti dal Dipartimento Lavoro di Rifondazione di Parma:
Nel 2008, rispetto all’anno passato, secondo la Cgil di Parma il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è aumentato del 14%, il 20% per la straordinaria.
Il settore dove la crisi picchia più duro è la meccanica. Alle Trancerie Emiliane (motori elettrici e alternatori realizzati rispettivamente negli stabilimenti di strada Manara a Parma e a Fornovo) la proprietà ha chiesto ai sindacati la cassa integrazione per 120 dipendenti del settore produttivo.
Alla Zacmi di via Mantova (progettazione, costruzione ed installazione di imballaggi per prodotti alimentari) la metà quasi degli operai (30 sui 75 totali) staranno a casa a rotazione per 13 settimane. Alla Tgk di via Borsari (componentistica per climatizzatori auto) la cassa integrazione è stata messa in atto per circa il 70-80% dei dipendenti, una quarantina di persone. Cassa integrazione a rotazione per tutti i dipendenti anche alla Sma (progettazione e costruzione di serbatoi per autocarri in via Emilio Lepido a Parma e a San Secondo) e alla Csplast di Colorno (articoli in plastica per macchine nell’industria alimentare). Infine, cassa integrazione per 3 settimane (22 dicembre- 12 gennaio) anche per tutti e 640 dipendenti dello stabilimento Bormioli Rocco di Fidenza.
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Dec
12
2008
Federico
Alla Bormioli Rocco di Fidenza sono state dichiarate tre settimane di cassa integrazione per tutti i 640 lavoratori senza che il sindacato fosse neppure messo a conoscenza dell’intenzione della direzione aziendale. E’ sconcertante l’arroganza dell’ Amministratore delegato De Bartolomeis che mentre afferma: “Abbiamo deciso la cassa integrazione perchè siamo in una situazione di emergenza e, avendo la responsabilità di 3mila famiglie sulle spalle, devo cassa integrare per restare a galla”, dice pure: “Grazie alle pratiche annuali di efficientamento negli stabilimenti del gruppo continuiamo a chiudere in positivo”. Sappia il signor De Bartolomeis che ci sono altri modi per garantire che la Bormioli Rocco continui a sopravvivere senza che la crisi venga pagata dalla gente che lavora e che ha già visto diminuire enormemente le proprie condizioni di vita negli ultimi anni. La cassa integrazione è al 80% del salario e viene pagata dalle casse dello Stato, ovvero in gran parte dagli stessi lavoratori dipendenti, che poi si vedono tagliare la scuola e lo stato sociale. I conti non tornano. Se c’è un crollo delle vendite, ma Bormioli Rocco ha in questi anni continuato a chiudere in positivo, allora un modo per venirne fuori c’è. Si tratta di far pagare la crisi a chi l’ha causata, ma ha fatto in questi anni lauti profitti, ovvero l’industriale.
E allora si cominci diminuendo l’orario di lavoro a parità di salario.
Se di lavoro c’è ne sempre meno, questo va redistribuito!
Nei prossimi giorni porteremo la nostra solidarietà ai lavoratori della Bormioli Rocco sotto attacco. Rifondazione Comunista sarà al loro fianco. Cercheremo di discutere pazientemente e umilmente con loro per contribuire alla costruzione di un percorso di lotta oggi più che mai necessario.
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